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Siamo piante indifese.

 

Una serra abbandonata, dimenticata da tutti, custodisce le tracce di ciò che è stato.

Un tempo era un luogo vivo, pieno di luce, di voci, di cura.

Ospitava piante diverse, ognuna con la propria forma, il proprio carattere, il proprio modo di crescere.

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Oggi rimangono solo immagini, frammenti, riflessi.

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Le piante che abitavano questo spazio rivivono ora attraverso i corpi: diventano maglie, intrecci di lana, trame delicate che raccontano ciò che erano.

Ogni capo rappresenta una pianta, ogni donna che lo indossa ne restituisce la presenza, la fragilità, la memoria.

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Fiori antichi, piante marine, forme timide che cercavano la luce, radici che si intrecciavano come reti invisibili.

Un ecosistema fatto di equilibri sottili, di convivenze silenziose, di bellezza fragile.

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Prima dell’abbandono c’era amore. C’era un tempo lento, fatto di crescita, di cura, di relazione.

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Questo progetto è il tentativo di trattenere quel momento.

Di trasformare la memoria in immagine. Di dare un nuovo corpo a ciò che è stato.

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